Petizione all’attenzione del Consiglio federale della Confederazione svizzera

No all’accordo sul commercio dei servizi (TiSA) e sì alla salvaguardia dei diritti democratici

Dal mese di febbraio 2012, il governo svizzero partecipa attivamente ai negoziati di un trattato multilaterale sul commercio dei servizi, chiamato «Accordo sul commercio dei servizi» e più conosciuto con l’acronimo inglese TiSA (Trade in Services Agreement) che ha come obiettivo l’apertura alla concorrenza dell’insieme dei servizi.

Come gli altri trattati di «libero scambio» e «di apertura dei mercati alla concorrenza», questo accordo si basa su dei sistemi che hanno valore vincolante e riducono l’autonomia degli stati – e, a maggior ragione, quella delle popolazioni – e la cui portata supera ampiamente il commercio. Questi accordi includono in particolare l’istituzione di corti di giustizia speciali che sfuggono al diritto degli Stati contraenti.

Partendo dal principio dell’apertura alla concorrenza di tutti i servizi nei settori nei quali esistono, accanto all’attività statale, delle «prestazioni private o benevole», TiSA imporrebbe ai poteri pubblici un «obbligo di neutralità economica» tra fornitori di servizi pubblici e privati. La sua ratifica non potrebbe sfociare che in una rimessa in causa totale dei fondamenti stessi delle nostre società, siano essi in termini di accesso ai servizi di base che in termine di controllo democratico.

L’opacità nella quale vengono negoziati questi accordi a Ginevra, sotto la direzione degli Stati Uniti e dell’Australia da parte di 25 paesi ai quali si aggiunge l’Unione europea con i suoi 28 paesi membri, ci rende inquieti. Ci preoccupa a tal punto che, Elisabeth Warren, senatrice democratica agli Stati Uniti, non esita ad affermare che si sta «effettuando tramite accordi commerciali ciò che non può essere fatto sotto lo sguardo a conoscenza di tutti».

  • Noi vogliamo mantenere e sviluppare i servizi pubblici.
  • Noi siamo preoccupate e preoccupati di fronte ai tentativi di appropriazione commerciale dei bisogni fondamentali della popolazione ai quali i servizi pubblici dovrebbero rispondere.
  • Non lasciamoci derubare i già pochi mezzi di controllo democratico!

Perciò, domandiamo al Consiglio federale:

  • di informare in maniera completa ed esaustiva il Parlamento e la popolazione sugli obiettivi e i contenuti di TiSA
  • di prendere le disposizioni necessarie per un ritiro immediato della Svizzera da questi negoziati.

Il vostro indirizza e-mail non sarà reso pubblico tanto meno utilizzato per ulteriori scopi.

2 thoughts on “Petizione all’attenzione del Consiglio federale della Confederazione svizzera

  1. Crivelli Sonja says:

    Il diritto alla trasparenza viene a mancare sempre di più perché i mercati e la finanza si impongono e decidono al di sopra dei paesi del mondo intero.
    Noi non possiamo restare a guardare.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>